|
|
CENNI STORICI
La storia di Cimitile percorre il tempo nei suoi millenni. Il territorio di riferimento del paese fu luogo di insediamento umano fin dall'antichità in virtù di una fertile pianura e della centralità nell'ambito della regione. All'inizio dell'età del ferro , la nostra area era abitata dagli Ausòni, un antico popolo italico; ad essi si sovrapposero gli Osci ed infine i Sanniti9 popoli rozzi e bellicosi, che, attratti dalla fertilità' del territorio, dalla mitezza del clima e dalla posizione strategica derivante dalla presenza di valichi e dalla facilità a raggiungere il mare, lo ritenevano il territorio perfetto per il proprio insediamento. E' proprio in questo periodo che si fa sorgere storicamente la città di Nola, la cui cultura venne molto influenzata da quella greca, data la fondazione nell'area flegrea della città di Cuma. Nei primi tempi, le due popolazioni, greca e sannita, collaboravano amichevolmente, soprattutto per quanto riguarda i traffici marittimi, ma ben presto arrivarono ad un conflitto di interessi. Ma lo "splendore" di questa terra interessava anche a Roma, che la assedio'.
Sotto il dominio romano, Nola conobbe un notevole sviluppo economico e nacquero così due direttrici principali, la Via Popilia e la Via Adrianea, rispettivamente rivolte verso Capua e la zona costiera di Napoli. Da qui nasce l'esigenza di una centuriazione del territorio e di costruire la necropoli al di fuori delle mura cittadine, ma comunque vicino alla città e in un luogo dalle stesse caratteristiche geo-morfologiche. La scelta cadde proprio sul territorio di Cimitile. Con l'avvento di Roma, cominciò la diffusione del cristianesimo, che sì scontrò con il paganesimo da sempre regnante. Questo scatenò alcune persecuzioni emanate dall'Imperatore Domiziano, che costrinsero coloro che manifestavano prima il loro culto liberamente a nascondersi in ambienti sotterranei, dove venivano fatte anche le sepolture dei morti.
Infatti, Cimitile era il "Coemeterium"(cimitero)di Nola. Con l'editto dì Costantino del 313 d.C., la città dei morti diventa la città dei Santi e quelle che un tempo erano cappelle diventano basiliche. Molto nota è la basilica dal Santissimo Patrono S. Felice in Pincis, costui, era molto famoso per le sue qualità taumaturgiche. Il complesso basilicale raggiunge però il suo massimo splendore dopo le nuove costruzioni sacre, volute da S.Paolino, devoto del Patrono.
La presenza di una fonderia nei pressi delle basiliche fa pensare che sia stata proprio di S.Paolino l'idea di erigere un campanile con le "nolae" (campane). Nel 410 d.c., Nola viene saccheggiata da Alarico, re dei Goti, le cui imprese verrano fermate dalla calata dei Longobardi; nel 455 d.C. si ha una invasione da parte dei Vandali di Genserico, seguita poi da una spaventosa eruzione del vicino vulcano Vesuvio. Gli inquieti Longobardi misero a ferro e fuoco il territorio, mirando alla conquista di Napoli (il cui ducato sottostava al dominio bizantino).
Durante il loro predominio, durato 243 anni, Cimitile dovette subire molte devastazioni, che portarono alla completa distruzione della città Santa, dovuta anche ad una alluvione, tant'è vero che per alcuni secoli Nola con la sua necropoli scomparirà dalle carte geografiche e sarà indicata su una cartina araba con il termine "GIBITIRAH"(cimitero). Nonostante le lotte e i soprusi che avvengono in questo territorio, continuano i pellegrinaggi da ogni parte del mondo verso l'affascinante città sacra; di qui lo sforzo di riportare in vita il complesso basilicale.
Intorno all'anno 1000, Cimitile e tutto il territorio dell'agro nolano entra a far parte dei Ducato di Napoli, dominato da Federico II, il quale si batté per eliminare ogni forma di feudalesimo. Il suo successore Carlo I d'Angiò fu obbligato, per provvedere alle esigenze del reame, a vendere molti suoi territori, rafforzando il sistema delle Signorie feudali. Con Re Carlo Angiò la contea di Nola si allargò fino a comprendere Saviano, S.Erasmo, San Paolo Belsito, Cimitile, Camposano, Cumignano, Casamarciano, Faibano, Gallo, Liveri, Risignano, Tufino e Scaravito.
Cimitile non aveva in questo momento una grande importanza, se non per le celebrazioni che si effettuavano nella chiesa di S.Felice. Per i servigi ottenuti da Guide De Monfort, Carlo d'Angiò gli donò Nola, Atripalda, Forino e Monteforte. Egli fu il primo conte di Cimitile, succeduto poi da sua figlia Anastasia. Il marito di Anastasia, Romano Orsini governò la Contea, fino al 1593.
Nel 1594 la peste devastava il Regno di Napoli e all'inizio del secolo successivo ci fu una terribile eruzione del Vesuvio che minacciò gravemente Nola e Cimitile, salvatesi grazie ad una diga costruita appositamente dalle popolazioni abitanti. Nel 1640 Cimitile venne acquistata dal Re di Polonia, seguito dal Conte Palatino del Reno. La popolazione era dedita al lavoro dei campi ed alla raccolta della legna in località Bosco ed alla caccia e pesca in località Fangone. Accanto al Feudo sorgeva l'Università, amministrata da sei "eletti" dal popolo.
Intorno al XVII secolo comincia la dominazione spagnola dei Borboni con Ferdinando il Cattolico, succeduto a Carlo V. Sotto il regno di Filippo IV ci fu la rivolta di Masaniello, ma molte città rimasero fedeli agli Spagnoli e anche Nola. Nel 1675 il Complesso Basilicale si staccò da Nola grazie alla battaglia legale sostenuta da Carlo Guadagni. Nel 1736 il Duca Geronimo Albertini acquistò, dal Duca Giovanni la Fenice il palazzo di S.Maria, che sarà poi corredato da un arco per poter accedere direttamente alla Chiesa di S.Maria degli Angeli. Nel 1789, don Cipriano Rastelli fece costruire la casa parrocchiale, che incorporò la Basilica Inferiore. Con il 1799 ci fu l'instaurazione della repubblica partenopea che sottopose l'intero agro-nolano a nuove e continue devastazioni. Nel 1808 Cimitile diventa comune autonomo e Ferdinando IV, Re di Napoli e di Sicilia, divenne Re delle due Sicilie. Il Re non voleva concedere la costituzione e questo provocò il malcontento popolare, si ebbero i moti carbonari e da qui si arrivò al Risorgimento. Il 1° ottobre del 1860 i Borboni furono sconfitti sul Volturno; a Cimitile si ebbero le elezioni nella casa comunale e furono 665 su 717 le preferenze per la monarchia sabauda e il cimitilese Michele Rossi fu eletto deputato nel collegio di Nola. Quest'ultimo divenne proprietario del Monastero di S.Francesco da Paola (attuale Villa Lenzi); lo modificò secondo le esigenze della sua industria del baco da seta. Suo affezionato socio in affari fu Gasparre Lenzi, ai cui figli venne lasciato in eredità il Monastero dopo la sua morte.
Tra il 1861 ed il 1866 si sviluppa il brigantaggio, soprattutto in località Fangone. Nel 1884, ad opera della marchesa di Rende, iniziano i lavori di rilevamento e restauro delle basiliche paleocristiane; sul finire del l9° secolo venne fornita acqua ed energia elettrica agli abitanti di Cimitile, ma l'eruzione dell'8 aprile 1906 costrinse gli abitanti a rifugiarsi nei paesi vicini.
Il 24 maggio 1915 l'Italia dichiara guerra all' Austria-Ungheria e vengono richiamati alle armi molti Cimitilesi, che partono dalla FF.SS. di Nola. Subito dopo ci fu l'avvento del fascismo. Con la delibera del 29 aprile 1927, Cimitile non appartenne più alla provincia di Caserta ma a quella di Napoli. Durante il fascismo Cimitile ebbe diversi podestà, tra cui si annovera Raffaele Mercogliano, il quale fece costruire le scuole elementari nel 1928-29; la casa comunale viene dotata di un'orologio, costruito dalla ditta Curci e viene asfaltata la strada Nola-Cimitile per opera della provincia.
Nel 1939 il Duce passa per Cimitile, venendo da Napoli per andare ad Avellino, e viene eretto in suo onore un'arco di Edera con la scritta "La Campania Felix ti saluta". E' ancora pressochè leggibile la scritta "W DUC" al margine del balcone del circolo culturale. Il 10 Giugno 1940 viene dichiarata guerra alla Francia ed all'Inghilterra; un milite era messo appositamente per far suonare la sirena in caso di allarme ma i Cimitilesi si rifugiavano sulla collina dei Cappuccini o dì S.Angelo o sulle colline di Roccarainola. Frequenti erano i raid aerei su Nola, dotata di caserme, e su Cimitile. Proprio a causa di uno di questi, perse la vita Mercogliano Raffaele. Anche l'Arco di S.Maria fu minato, ma il sig. Fiore Allocca riuscì a sminarlo prima che saltasse in aria. Le campagne di Via Cupa Falciano vennero saccheggiate ed insediate dalle truppe inglesi. Il risultato di questa guerra fu la caduta di 61 militari. Durante questo periodo il paese ha avuto il suo sostentamento grazie ai prodotti agricoli provenienti dalla località Boscofangone. Dopo la guerra Cimitile dovette scegliere tra la Monarchia e la Repubblica.
Con l'instaurazione della Repubblica, Cimitile ebbe come Sindaco Mario Lezza, a cui subentrò Domenico Tanzillo, che amministrò il Paese fino al 1973. Seguiranno poi Luigi Velotti fino a giugno 1990, Mario Menna, (dal giuno 90 al marzo 92) Antonio D'Antonio (dal marzo 92 al gennaio 93) e Antonio Armano (da gennaio 93 al giuno 93), per passare poi a una pausa Commissariale (148 giorni) con la Comm. Pref. Eugenia Valente. Nel novembre 1993 viene eletto Sindaco Carmine Paduano, fino a febbraio 96, altra pausa Commissariale (100 giorni) con la Comm. Pref. Assunta Falco. Dopo sei anni tam-tam amministrativo nel giugno 1996 viene eletto Sindaco Nunzio Provvisiero, il quale completa il suo mandato il 16 aprile 2000 per passare poi a Pellegrino Provvisiero (fratello di quest'ultimo) Sindaco a tutt'oggi.
Riprendono i lavori di ritrovamento e restauro delle basiliche ad opera del Chierici, che ci lavorò fino alla sua morte, avvenuta nel 1961. Il compito è stato portato avanti dal sig. Vincenzo Mercogliano con l'Avvocato G. De Stefano fino al 1963. Il progetto fu valorizzato dagli architetti Ermanno Ferrante e Guido Grosso. Ancora oggi l'Amministrazione cerca di valorizzare il più possibile queste opere, caratterizzate comunque dal frequente afflusso dei visitatori.
Il 23 maggio 1992 Papa Giovanni Paolo II si recò sulla tomba di S.Felice per pregare, e questo evento fece aprire un nuovo accesso alle basiliche in zona Pozzonuovo. La popolazione, al dato dell'ultimo censimento, è di circa 7100 abitanti, ma il terreno coltivabile è di molto diminuito per dare spazio alla realizzazione del C.I.S. e dell' INTERPORTO, segno evidente della messa in moto di quella affascinante macchina che si chiama "progresso". |
GALLERIA FOTOGRAFICA
 |
IL COMPLESSO DI CIMITILE
La storia dell'intero complesso paleocristiano nasce all'incirca nel II - III sec a.C. sotto la denominazione romana con la realizzazione di una grande necropoli pagana ad opera dei nolani. L'area in cui sorse la necropoli fu scelta oltre che per le sue caratteristiche geomorfologiche, soprattutto per la sua vicinanza alle mura della città di Nola.
Il "Coemeterium" fu sito sepolcrale della Nola consolare ed imperiale. L'avvento della necropoli pagana col suo insediamento ed impianto cambiò la concezione sepolcrale largamente in uso; si abbandonò la sepoltura privata nel podere di proprietà o lungo le strade ma si posizionarono i sepolcri in un unico luogo. In questa area si seppellì in svariate tipologie tombali, dall'imponente mausoleo commemorativo alle semplici "formae" terragne (sepolture a terra realizzate in mattoni). La necropoli, nel tempo a causa delle tante sepolture assunse l'aspetto esteriore di una città, apparendo da lontano un'estensione urbana della stessa Nola. Tale effetto aumentò con la costruzione di un importante strada consolare,la Via Popilia che rasentò il luogo sepolcrale e sulla quale furono aperti gli ingressi alla necropoli. Gli elementi che distinsero le tombe cristiane dalle altre, specie nella decorazione in affresco che tante volte le arricchiva, furono immagini simboliche, dei veri e propri codici grafici e pittorici che sottintendevano tutt'altro significato da quello che in apparenza esprimevano è il caso del melograno, del pesce, del tralcio di vite, della colomba recante un ramoscello d'ulivo nel becco, del pavone, del buon pastore e così via. Tra i mausolei della necropoli pagana d'epoca imperiale vi trovò sepoltura il santo Felice. Pastore e guida spirituale della comunità Cristiana di Nola, alla sua morte i nolani lo seppellirono nella necropoli della città , elevando in sua memoria intorno alla seconda metà del IV secolo d.C. una prima rozza basilica nei pressi della tomba.
Il "Coemeterium" dell'antica Nola ben presto divenne santuario e sede di molti pellegrini fra i quali nell'anno 368 anche papa Damaso, a giudicare dalla devozione che egli nutriva per il santo; a lui si deve la costruzione dell'imponente abside della basilica "Vetus" di S.Felice.
Il complesso basilicale raggiunse il suo massimo splendore verso la fine del secolo IV grazie all'opera ed alla cultura di un certo Meropio Ponzio Anicio Paolino (S.Paolino). Questo prestigioso esponente della classe senatoria, originario di Bordigala (odierna Bordeaux) in Gallia, si stabilì presso la tomba di S.Felice dedicandosi al restauro degli edifici esistenti ed alla costruzione di una nuova basilica ( basilica Nova) e di alloggi per la comunità monastica da lui costituita per i pellegrini. Grazie a quest'uomo dalla cultura immensa Cimitile divenne uno dei principali centri religiosi della cristianità ed i pellegrini vi affluivano da ogni parte del mondo. Fece ampliare, inoltre, l'aula che racchiudeva la sepoltura di Felice e la prima basilica cristiana eretta dai nolani.
Paolino provvide ad abbattere l'abside dell'aula Feliciana originariamente posta a conclusione della parete nord dell'ambiente, aprendovi, in sostituzione, un nuovo triforium simile nelle dimensioni a quello esistente a meridione. Il triforium fu realizzato in asse con il frontale di accesso alla navata centrale della basilica Nova, edificata a circa sei metri di distanza dall'aula Feliciana. La nuova basilica, sontuosa nelle forme e decorazioni, fu terminata nel 403. L'opera di Paolino permise al sito sacro di "Coemeterium" di diventare un Santuario Cristiano di grande fama, trasformando l'originario "Coemeterium" in luogo abitato con nome "Coemitinus pagus", poi nei secoli Cimitile, dando così origine ad un primitivo centro abitato intorno al luogo santo. In epoca successiva alle costruzioni paoliniane sorsero nell'area santa altre costruzioni come quella di S.Stefano (VI sec. d.C.), S.Tommaso (VI-VII sec.) e S. Giovanni (XII-XIII sec.); quest'ultima venne edificata recuperando la parte absidale della basilica nuova di S.Paolino ( crollata forse a causa di un sisma o di un alluvione che seguì l'eruzione del Vesuvio, cosiddetta di Pollena). Nel corso dei secoli il complesso subì interventi di abbellimento ad opera del vescovo Lupeno nel secolo IX. Con l'arrivo dei Longobardi il complesso fu oggetto di devastazioni. Infatti, furono trafugati i corpi dei Santi Massimo, Paolino, Adeodato e le reliquie dello stesso S.Felice. Agli inizi del X secolo il vescovo Leone III provvide a dare un'ulteriore sistemazione al complesso, con particolari interventi alla basilica dei SS. Martiri e a quella di S. Calionio. Nel XIV secolo il complesso basilicale fu privato della sede vescovile, in quanto, fino ad allora la basilica di S.Felice era stata cattedrale di Nola; da questo momento in poi la sede vescovile fu trasferita in città. Nello stesso periodo accanto all'abside occidentale della basilica (Vetus) di S. Felice fu costruita la Cappella di S.Maria degli Angeli. Nel '600, si deve al preposito Carlo Guadagni il merito di aver dato autonomia alle basiliche ed inoltre, provvide a divulgare la storia del complesso. Nel '700 per costruire la nuova chiesa parrocchiale fu demolita buona parte della basilica "Vetus". Nel corso del XX secolo il sito archeologico ha subito notevoli interventi di restauro, non ultimi quelli giubilari che hanno permesso di realizzare un "antiquarium" nella parte sottostante la chiesa Parrocchiale, con materiale proveniente dall'area monumentale, in varie campagne di scavi fatti nel corso del secolo. Quest'ultimi hanno portato alla luce altri resti di edifici con alcune tracce di affreschi nei pressi dell'abside della basilica di S. Giovanni. Ultimamente non sono mancati pellegrinaggi alla tomba del taumaturgo Felice, infatti, lo stesso Papa Giovanni Paolo II nel maggio del 1992 è venuto in mistica preghiera sulla tomba del santo Felice. La "Città Santa" di Cimitile racchiude in sé circa ventidue secoli di storia, a partire dagli albori del cristianesimo in Campania fino ad oggi; adesso è senza dubbio uno dei più affascinanti esempi d'arte paleocristiana in Italia.
Per meglio rappresentare l'importanza del Complesso Basilicale di Cimitile ci avvarremo di celebri frasi, nell'ordine, di tre importanti e passati Sovrintendenti ai Beni Monumentali ed Archeologici della Campania, Gino Chierici, Amedeo Maiuri e Raffaello Gausa:
"il monumento di arte paleocristiana più suggestivo del mezzogiorno d'Italia;"
"Siete trasportati d'incanto fra le Basiliche e Santi del IV e V secolo; una città fondata da un consolare romano, accanto alla città dove morì Augusto e visse georgicamente Virgilio. Oggi, fra rovine, sovrapposizioni, restauri, muri e barbacani di sostegno, è il più arduo problema della Campania paleocristiana".
"Un millennio di arte cristiana è a Cimitile, il più complesso e vario museo d'arte paleocristiana, bizantina, barbarica e romanica conservato in Campania".
|
|
|
|
|
|
| Sponsor |
|
|
Utenti collegati al sito
2 |
Visite dal 27/05/2006
 |
|