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PRESENTAZIONE Da anni le Istituzioni pubbliche e private guardano alla cultura quale investimento strategico per lo sviluppo sociale del meridione. Ciò nella consapevolezza che creatività e cultura, nella società della conoscenza, rappresentano le condizioni preliminari per generare innovazione e sviluppo. Solo in tal senso sarà possibile competere sulla scena nazionale ed europea e far fronte alla concorrenza incalzante dei paesi emergenti, in uno scenario reso ancor più difficile dalla crisi globale.
Ma, attenzione: cultura non è solo parametro per lo sviluppo economico, la competitività e l’attrattività dei territori costituisce altresì la via fondamentale per l’integrazione e l’inclusione sociale, ma, soprattutto, potente strumento di dialogo interculturale, di conoscenza reciproca e cooperazione sul piano internazionale.
Investire in cultura deve rappresentare uno dei principali fattori su cui le aree che registrano un ritardo nello sviluppo debbono puntare. E’ il caso, endemico, del nostro Mezzogiorno che continua a evidenziare un preoccupante divario con il resto del paese, ancor più accentuato per effetto della crisi. Inoltre, per legami storici e posizione geografica tra sponda sud e penisola balcanica, il Meridione d’Italia si candida ad essere una sorta di avamposto nel dialogo euro-mediterraneo.
E’ proprio questo il percorso ultradecennale che si propone il Premio Cimitile. Dal 1996, ad oggi, il 2010, il segno tangibile di un percorso che ha visto il succedersi di affermazioni culturali e sociali senza precedenti nella storia della cultura e dell’associazionismo locale. Un percorso che ha avuto a fine 2009 un ulteriore suggello: l’inserimento della Fondazione nell’albo delle Istituzioni di Alta Cultura della Regione Campania. Siamo convinti che occorra ricercare un nuovo modello di sviluppo che rilanci il nostro sistema territoriale investendo di più nei settori come la cultura, la ricerca, la formazione ed il turismo, in grado di trainare anche altri comparti e creare nuove forme di consumo ed occupazione.
Attraverso un excursus storico-critico dei momenti e delle vicende più rilevanti della realtà sociale e culturale del Mezzogiorno, o meglio dei Mezzogiorni si possono individuare i punti critici che ne hanno storicamente scandito la vita, ma si può altresì esprimere una ragionevole fiducia, fondata sul dato che il sud, anche grazie al contributo determinante della cultura e del sistema educativo saprà certamente generare le forze e le condizioni per il proprio riscatto oltre a una nuova prospettiva di crescita civile ed economica.
Il nostro territorio deve divenire banco di prova ed esperienza pilota per una programmazione che abbia al centro la cultura e che valorizzi patrimonio artistico e ambientale, riqualificando aree industriali dismesse, spazi urbani, dando impulso alle industrie creative locali con significative ricadute in termini di attrattività dei territori. La cultura, purtroppo, nel nostro paese sconta ancora una concezione troppo ristretta e angusta, che riconosce al settore un impatto limitato ai fini dello sviluppo, legato in prevalenza alle sue ricadute in campo turistico. Una visione che non tiene conto, quindi, delle straordinarie potenzialità dell’investimento culturale in termini di innovazione, di sviluppo delle industrie creative, di competitività e di crescita delle risorse umane e riqualificazione di aree urbane.
Gli esempi positivi dell’investimento culturale per lo sviluppo locale sono tanti ed illuminanti. Uno per tutti: le esperienze del programma delle “Capitali Europee della Cultura”, per le quali a fronte di un finanziamento comunitario in media pari all’1,53%, degli introiti complessivi si stima che negli anni di attuazione del programma europeo la spesa totale generata sia stata tra oltre i 3,5 miliardi di euro. Quanto a risultati in termini di sviluppo basti citare i casi di Liverpool 2008 e Ruhr 2010, aree che avevano pagato un alto prezzo a causa della crisi industriale e che hanno conosciuto una vera e propria rinascita grazie alla cultura. Sono questi gli esempi che dobbiamo avere a riferimento: con umiltà ma con la forza delle nostre idee.
Il Programma del Premio Cimitile anche quest’anno racchiude tutto questo: il territorio che si racconta, le risorse, gli uomini del meridione che si interrogano sulle proprie condizioni, sulle luci ed ombre della nostra realtà sociale, sulle soluzioni per dare un futuro migliore alla prossime generazioni. Con la cultura, per la cultura. Nel corso delle varie serate del Premio, si discuterà di temi sociali di grande rilevanza sia per l’attuale momento di crisi dei valori, sia per l’emergenza economica che pone interi strati della collettività ai margini dell’esistenza. Ne parleremo, come sempre, con i più autorevoli rappresentanti delle istituzioni pubbliche e private, con gli scrittori del sud e del nord, con i testimoni delle tante positività del nostro territorio che devono consentire la vittoria sulle negatività.
Il Campanile d’Argento, simbolo della cristianità, premierà gli scrittori il cui anélito verso la conoscenza e la saggezza darà il senso ultimo del nostro pluriennale impegno: la scoperta delle ricchezze umane, storiche, artistiche, archeologiche delle Basiliche Paleocristiane e del territorio nolano e della cultura e civiltà da esse promananti.
La settimana di arte, cultura, religione, storia, riscoperta del patrimonio pubblico sarà densa di eventi, spettacoli, musica, momenti di riflessione. Culminerà con la serata finale di premiazione dei vincitori che avrà il suo degno spazio sulle reti televisive regionali e nazionali. Un grande momento collettivo consentito dal sostegno dei Fondatori Regione Campania, Provincia di Napoli, Comune di Cimitile, Associazione Obiettivo III Millennio. Anche i tradizionali Partners rappresenteranno preziosissimi alleati di questa ambiziosa avventura: Presidenza della Repubblica Italiana, Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, Camera di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura della Campania, Interporto Campano, Tavolario Stampa, Curia Vescovile della Diocesi di Nola, Ordine dei Giornalisti della Campania. Per concludere con i nostri tanti, ammirabili, eroici sostenitori privati: imprenditori e cittadini del territorio che credono nel messaggio positivo del Premio Cimitile.
Tutto questo con la certezza che cultura e creatività rappresentano “asset” decisivi per la rinascita e lo sviluppo del territorio.
Allora perché non valutare e sperimentare le straordinarie possibilità che possono scaturire per il nostro Mezzogiorno da una nuova programmazione che faccia leva su una piattaforma culturale?
Perché non pensare al Mezzogiorno come esperienza pilota per sperimentare una nuova strategia finalizzata a stimolare una crescita incentrata sulla cultura anche in una rinnovata ottica euro-mediterranea?
Ai posteri l’ardua sentenza. A noi l’onore e l’onére di essere protagonisti di questa piccola grande rivoluzione.
Felice Napolitano
Presidente della Fondazione Premio Cimitile
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